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3 Api in metallo per Cero Pasquale

Simbolismo dell’ape

L’ape è decantata negli antichi Exultet che inneggiano al Cero Pasquale nella notte della Madre di tutte le veglie.

Il rotolo pergamenaceo del XI secolo dell’Exultet di Avezzano canta: Questo fuoco (del cero pasquale), sebbene spartito in tante fiamme tuttavia non soffre diminuzione nella sua luce distribuita ai fedeli essa infatti è alimentata dalla cera fondente, che la madre ape ha prodotto per formare questo lume prezioso. L’ape si distingue fra glia altri animali soggetti all’uomo: infatti, nonostante il suo corpo sia minuto ha un animo grandissimo nel piccolo petto; debole nel fisico, ma forte nell’industria. essa è vigile nello scrutare il trascorrere del tempo quando la gelida canizie invernale si ammorbidisce e la rigida stagione si scioglie, svelta si affretta ad uscire per lavorare: vagando per i campi con le piccole ali aperte, con le zampe sospese esse penetrano con la bocca nel fiore.

Con il peso del loro bottino ritornano alle arnie e qui le altre (api) con mirabile tecnica costruiscono con la robusta saliva le celle; altri (api) immagazzinano il fluido miele; altre convertono i fiori in cera; altre nutrono le larve; altre confezionano il nettare raccolto dalle foglie.

 

35,00 

Descrizione

Simbolismo dell’ape

L’ape è decantata negli antichi Exultet che inneggiano al Cero Pasquale nella notte della Madre di tutte le veglie.

Il rotolo pergamenaceo del XI secolo dell’Exultet di Avezzano canta: Questo fuoco (del cero pasquale), sebbene spartito in tante fiamme tuttavia non soffre diminuzione nella sua luce distribuita ai fedeli essa infatti è alimentata dalla cera fondente, che la madre ape ha prodotto per formare questo lume prezioso. L’ape si distingue fra glia altri animali soggetti all’uomo: infatti, nonostante il suo corpo sia minuto ha un animo grandissimo nel piccolo petto; debole nel fisico, ma forte nell’industria. essa è vigile nello scrutare il trascorrere del tempo quando la gelida canizie invernale si ammorbidisce e la rigida stagione si scioglie, svelta si affretta ad uscire per lavorare: vagando per i campi con le piccole ali aperte, con le zampe sospese esse penetrano con la bocca nel fiore.

Con il peso del loro bottino ritornano alle arnie e qui le altre (api) con mirabile tecnica costruiscono con la robusta saliva le celle; altri (api) immagazzinano il fluido miele; altre convertono i fiori in cera; altre nutrono le larve; altre confezionano il nettare raccolto dalle foglie.

 

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg
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